Ernesto Roditore, guardiano di parole
Una produzione in collaborazione con il Centro Studi Teatro Ragazzi “Gian Renzo Morteo”
di e con Guido Castiglia
costumi Gianpiero Capitani
musiche originali Alberto Zoina
oggetti scenici Franco da Tregnago
disegno luci Dana Forte
luci e fonica Franco Rasulo
regia Guido Castiglia

Un topo, è rimasto solamente un topo di biblioteca a difendere le parole scritte, parole d’inchiostro nero su carta ingiallita, parole sagge, buffe o tenere come una carezza.
“Da fuori” vogliono entrare per distruggere i libri, vogliono zipparli nella grande memoria del computer centrale e poi distruggerli, bruciare tutta quella carta ingombrante; ma il topo di biblioteca, il signor Ernesto Roditore, sa cosa deve fare: mangiare tutti i libri per poterli ancora raccontare.

Da dicembre 2006 lo spettacolo è diventato anche un libro. “Ernesto Roditore, guardiano di parole” è edito dalla Fondazione Alberto Colonnetti.

Ulteriori informazioni relative alla pubblicazione: www.piccolilettori.it

A partire dai 5 anni.
Trama

Un topo, è rimasto solamente un topo di biblioteca a difendere le parole scritte, parole d’inchiostro nero su carta ingiallita, parole sagge, buffe o tenere come una carezza.
”Da fuori” vogliono entrare per distruggere i libri, vogliono zipparli nella grande memoria del computer centrale e poi distruggerli, bruciare tutta quella carta ingombrante; ma il topo di biblioteca, il signor Ernesto Roditore, sa cosa deve fare: mangiare tutti i libri per poterli ancora raccontare.

Temi prevalenti

“Il piacere del leggere” è la poetica che costituisce la centralità intorno alla quale ruota l’intera struttura drammaturgica. “Ernesto Roditore guardiano di parole” è l’ultima tappa di un lungo percorso, avviato dall’autore/attore dal 1995 ad oggi, che ha portato, attraverso corsi di aggiornamento, laboratori nelle scuole e costanti collaborazioni con insegnanti della scuola dell’obbligo, alla costruzione di “Libro Vince”, un gioco creativo che ha l’obiettivo di stimolare alla lettura. La metafora surreale insita nello spettacolo è la manifestazione fantastica e teatrale di questo percorso.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati

Teatro d’attore. Il personaggio è portatore giocoso delle dinamiche teatrali offerte dalla “grammatica della fantasia” dove la ferrea logica infantile giustifica le situazioni più surreali (la radio Clotilde, mangiare per raccontare, ninna nanna delle parole ecc.) e diviene poetica del personaggio.
Il signor Ernesto Roditore è una sintesi sedimentata di una lunga esperienza sul campo, dove messaggio, riferimento alla realtà infantile, giocosità e leggerezza sono gli elementi base della dinamica centripeta dell’elaborazione teatrale.
L’improvvisazione teatrale e le sue regole sono state il “volano” che ha dato azione e concretezza all’idea di partenza.

Metodo di lavoro

L’articolato percorso di stimolo alla lettura, svolto dalla compagnia in questi anni, ha incontrato l’esigenza del Centro Studi Teatro Ragazzi “Gian Renzo Morteo” di creare uno spettacolo per invitare i bambini alla lettura; è dunque risultata naturale la stesura di un testo che coniugasse gli elementi fondamentali del lavoro svolto dalla compagnia e lo stimolo fornito dal Centro Studi.
Le tecniche di improvvisazione hanno dato gambe e concretezza scenica al testo, facendo nascere uno studio teatrale “testato” con diversi gruppi di bambini che ha permesso di instaurare con essi un rapporto di interscambio inventivo, stimolo rivelatosi di fondamentale importanza al fine drammaturgico.
Lo studio, modificatosi nel corso degli incontri con i bambini, è divenuto colonna portante dell’allestimento teatrale vero e proprio e ha visto l’importante collaborazione di Alberto Zoina (compagnia Tiriteri di Vicchio FI), il quale ha creato le musiche originali; collaborazione che ha dato un sostanziale apporto sinergico all’allestimento teatrale compiuto.

Indicazioni sulla scenografia

La scenografia nasce dall’immagine surreale di un personaggio poetico che vive in un mondo fantastico, dove è possibile mangiare libri per salvarli dalla distruzione, dove una radio può vivere di vita propria, dove una lavagna non è altro che un grande mulino metallico composto da petali astratti e un ombrello alla “Calder” è la culla per far dormire le parole.

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Premio ETI – Lo Stregagatto / 2004 – Visioni d’infanzia

Miglior spettacolo per l’infanzia

Le motivazioni

Il premio Stregagatto


Il Gioco del Teatro
Festival di Teatro per le nuove generazioni / Torino, Aprile 2004

Spettacolo vincitore del Premio della Critica

Il premio della critica

In teatro

spazio scenico: minimo 6 x 4
quintatura nera: fondale e quinte a taglio
presa elettrica: 16 o 32 o 63 Ampere – 380+neutro per strumentazione illuminotecnica
Una presa 220 per la fonica.
Carico elettrico: 10 KW.

La compagnia utilizza proprio materiale: impianto d’illuminotecnica con 7 o 10 fari da 1.000 W a seconda dell’ampiezza dei teatri, 2 casse acustiche di potenza adeguata, lettore CD, impianto fonico compreso di microfono a capsula (solamente in caso di acustica non buona).

In luoghi non teatrali

Lo spettacolo è rappresentabile anche in luoghi non teatrali alle seguenti condizioni:
spazio scenico: minimo 3×4
presa elettrica: è sufficiente una presa 220 W in prossimità dello spazio scenico (la compagnia è dotata di trasformatori per la regolazione su mixer luci).
Carico elettrico: è sufficiente un carico di 3 KW. La compagnia utilizzerà fari da 500 per non superare il carico luci.
Oscurabilità: lo spettacolo può essere rappresentato in qualsiasi condizione, meglio se oscurato.

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