di e con Guido Castiglia
disegno luci Dana Forte
regia Guido Castiglia

 
Trama
Un personaggio racconta di se e della sua timidezza, "mettendo in piazza", in un crescendo di comicità, i suoi problemi infantili e adolescenziali: "la prima recita scolastica", "la sua balbuzie" ecc. Lo spettacolo si conclude con un condensato ironico di “immagini ricordo” della propria vita attraverso una comicità che da grottesca si fa via via sempre più poetica. Che dire quando i parenti della tua infanzia riescono a segnarti tutta una vita? Cosa pensare quando, a fissarti, ci sono due occhioni, uno blu e l'altro rosso, di un bidé indiscreto? Quando a lasciarti senza parole è la balbuzie, senza sorriso la carie? Che fare quando del tuo sfogo poetico rimane solo lo sfogo? Che dire di tutto questo? Un personaggio si trova in attesa, insieme al pubblico presente, di qualche cosa o qualcuno; un dottore, forse. Nell’attesa, si confida ai presenti parlando di sé, della sua timidezza e dei guai che gli ha procurato, delle sue sventure paradossali, ma anche dei suoi sogni e dei suoi ricordi che, nel fluire comico dello spettacolo, assumono una consistenza via via più poetica.

Dopo lo spettacolo è previsto, con i ragazzi e gli insegnanti presenti in sala, un lavoro di scomposizione e analisi degli strumenti e delle dinamiche della comicità (durata spettacolo più scomposizione 1h e 30 min).

Temi prevalenti
La timidezza è il pretesto per entrare in un tema più ampio delle problematiche preadolescenziali. Lo scopo "terapeutico" della comicità diviene evidente in questo spettacolo nel quale, attraverso l'autoironia, un personaggio recupera, valorizzandola, la propria memoria. La sua timidezza è il pretesto per entrare nel tema più ampio delle problematiche adolescenziali. Un punto di partenza è certamente l'identificazione del proprio pregio e del proprio difetto interiore ed esteriore, trasformati successivamente in elementi scenici. Attraverso i diversi linguaggi della comicità, da quella gestuale alla comicità poetica del surreale, in un crescendo che valorizza sempre più i contenuti e i sentimenti del personaggio, la rappresentazione scenica offre l'opportunità di affrontare quelle problematiche solitamente nascoste nell'intimo, adottando il punto di vista dell'ironia.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati: teatro d’attore.
Lo spettacolo affronta, nella sua fluidità, i diversi linguaggi della comicità, da quella gestuale alla comicità poetica del surreale. L’intero spettacolo è una carrellata delle tecniche comiche in un crescendo che valorizza sempre più i contenuti e i sentimenti del personaggio.

Metodo di lavoro
Lo spettacolo è stato costruito con la tecnica dell’improvvisazione teatrale basata su schemi comici precostituiti.

Indicazioni sulle scenografie
Una selva di leggii di ogni dimensione divengono di volta involta il podio del delirio del personaggio.

fascia d'età: a partire da 8 anni

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