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Un Teatro per la scuola Stagione Teatrale 2007 - 2008 |
Torre Pellice - Museo Valdese
Lunedì 10, Martedì 11, Mercoledì 12, Giovedì 13 e Venerdì 14 Dicembre 2007
Spettacolo per le classi terze, quarte e quinte della Scuola Primaria e per la Scuola Secondaria di Primo Grado
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PROGETTO SPECIALE
SPETTACOLO PRODOTTO DALLA
"Residenza Multidisciplinare Val Pellice
per l’infanzia e per le nuove generazioni"
GIANAVELLO, il capitano delle Valli
di
NONSOLOTEATRO (Pinerolo - TO)
Narrazione teatrale itinerante, realizzata nel Museo Valdese di Torre Pellice nell’ambito del
Progetto di “Residenza Multidisciplinare Val Pellice per l’infanzia e per le nuove generazioni
AUTORE: GUIDO CASTIGLIA
REGIA: GUIDO CASTIGLIA
INTERPRETI: GUIDO CASTIGLIA, MATTEO CERAMELLI e RENATA COLUCCINI
LO SPETTACOLO
Far vivere ai ragazzi, con la leggerezza del racconto popolare e con le arie di un violino suonato dal vivo,
le avventure di un contadino valdese divenuto resistente storico agli intenti sterminatori delle truppe savoiarde del ‘600,
è la misura drammaturgica di questa lieve, delicata, incalzante e talvolta divertente narrazione.
Un uomo e una donna armonizzano, in scena, la gestualità e la vocalità teatrale con lo scandire del racconto musicale di un vivace violinista,
un vero giullare del percorso spettacolare.
La musica funge da filo conduttore di una storia realmente accaduta, quella di Giosuè Gianavello, della sua famiglia e dei suoi uomini,
ma la capacità evocativa della teatralità e della musicalità insieme, apre scorci di un immaginario collettivo rimasto nell’animo di chi,
alle Valli Valdesi, deve la propria storia.
"Gianavello, il capitano delle Valli" è uno spettacolo per tutti, è un’avventura piacevole all’ascolto che racchiude
in se gli elementi tipici del racconto d’avventura, del romanzo di cappa e spada, ma allo stesso tempo raccoglie e restituisce,
nella sua semplicità, gli stati d’animo e le scelte difficili di un pugno di uomini
e di donne che hanno voluto mantenere viva la fiamma della libertà.
Le sale del Museo Valdese sono contenitore e cornice di quest’evento, di questa narrazione che, ancora una volta, rileva quanto,
le montagne del Piemonte, siano state culla e riparo per chi, in ogni epoca, ha scelto di resistere agli oppressori.
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