LE AVVENTURE DI UN ASINO CHIAMATO LUCIO


Scheda didattica

di Guido Castiglia
con Guido Castiglia e Renata Coluccini
oggetti scenici Elena Lo Sardo
costumi Gianpiero Capitani
disegno luci Dana Forte
regia Guido Castiglia

La trama: due personaggi, un uomo e una donna, due "narratori di strada", due guitti-trovatori col gioco del teatro nel corpo e nella mente, raccontano la storia di un asino, ... anzi di un ragazzo, ... anzi di un ragazzo che diventa asino per tornare uomo dopo incredibili, surreali e meravigliose avventure. "Le avventure di un asino chiamato Lucio" è uno spettacolo che mette in scena la fiaba del crescere, una fiaba ricolma di curiosità, di errori, di magie e di prove che il protagonista Lucio deve superare per poter tornare ad essere uomo. Liberamente ispirata a "L’asino d’oro" di Apuleio, questa storia, raccontata da due giocosi narratori, assomiglia alle disavventure di un Pinocchio antico dove l’essere asino significa intraprendere un viaggio per superare paure, sofferenze e delusioni, scoprendo una realtà ancora sconosciuta.

Temi Prevalenti: Il testo raccontato in scena è contenitore delle dinamiche fondamentali legate alla crescita: la curiosità, la mancanza di prudenza, l’entusiasmo e l’incoscienza portano il protagonista a vivere un’esperienza di disagio e sofferenza, attraverso la quale troverà il riscatto emotivo e la conquista della propria coscienza, oltre che il senso della propria libertà. La struttura della storia, come la maggior parte dei testi antichi, è affascinante ed educativa allo stesso tempo, è metafora delle varie fasi della vita umana e dei suoi sentimenti. Cogliere queste intuizioni universali, espresse attraverso la teatralità, può essere un buon veicolo per l’approfondimento e il collegamento alla vita reale dei ragazzi.

Metodo di lavoro: Traendo spunto dalla struttura narrativa de "L’Asino d’oro", l’autore/drammaturgo ha rielaborato i nuclei narrativi essenziali della trasformazione di Lucio in asino e li ha riscritti in un linguaggio accessibile al pubblico al quale si rivolge. La prima bozza di testo è servita come traccia di un percorso d’improvvisazione teatrale alla ricerca del rapporto in scena dei due attori. Il lavoro di improvvisazione ed elaborazione scenica ha portato ad una nuova scrittura del testo, in funzione della drammaturgia che andava delineandosi.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati: Lo spettacolo è strutturato su una drammaturgia di narrazione teatrale che si basa prevalentemente sul lavoro d’attore.

Indicazioni sulle scenografie: La drammaturgia, nata dall’elaborazione scenica, ha portato al concetto di "assenza", ovvero di un allestimento scenografico che nasce dalle necessità e non dalla rappresentazione estetica. Così la scenografia, pensando a due attori girovaghi, è composta da un carretto sormontato da un baule porta costumi da viaggio inizi 900, oggetti dal sapore antico e nomade. I costumi si arricchiscono di volta in volta di elementi che diventano, nello scorrere della narrazione, simbolici.

APPROFONDIMENTI: ecco alcune domande che possono avviare una riflessione e un collegamento didattico dopo la visione dello spettacolo:

1) Trasformarsi in asino è evidentemente una metafora della vita: cosa vuol dire per te, trasformarsi in asino?
2) In quale ambito si muove la metafora: emotività, razionalità, emozione?
3) Qual è la causa della trasformazione in asino, ovvero qual è l’elemento di fascinazione che offusca la lucidità emotiva del protagonista?
4) Le prime sensazioni dell’amore costituiscono la prima magia vissuta dal protagonista, hai già sentito intorno a te questa magia?
5) Ti sei già “trasformato” in asino?
6) Ti è servito vivere l’esperienza da asino per crescere?

L’individuazione di questi elementi e il loro approfondimento può dar luogo ad una esperienza laboratoriale didattica dagli sviluppi interessanti sotto i due diversi profili: comunicativo e contenutistico.

Fascia d'età: dagli 8 anni

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