| COMPAGNIA: | NONSOLOTEATRO (Pinerolo - TO) |
| AUTORE: | GUIDO CASTIGLIA e RENATA COLUCCINI |
| REGIA: | GUIDO CASTIGLIA |
| INTERPRETI: | RENATA COLUCCINI |
| SCENOGRAFIA: | A cura della Compagnia in collaborazione con MARCO MUZZOLON e RAFFAELLA MONTALDO |
| LINGUAGGIO PREVALENTE: | TEATRO D'ATTORE |
| DURATA DELLO SPETTACOLO: | 45 minuti |
| SPETTACOLO A PIANTA CENTRALE PER UN MASSIMO DI 50 SPETTATORI | |
LO SPETTACOLO
Lisetta è una bambina che gioca con il suo papà.
Il regno di Lisetta è un grande tappeto colorato; una mappa immaginaria di una casa, un luogo caro da esplorare nel quale, giocando a nascondino con papà, si possono incontrare storie e personaggi fantastici.
L’attrice accompagna i bambini nella magica dimensione del teatro; li porta intorno ad un luogo che vede al centro un grande tappeto colorato; lo spazio scenico che contiene la magia del racconto.
E poi? E poi il gioco a nascondino col papà, la ricerca nei luoghi più sconosciuti della casa, l’incontro con personaggi misteriosi...
LE TEMATICHE PRINCIPALI
Il tema intorno al quale ruota la lineare drammaturgia dello spettacolo è la conquista e scoperta degli spazi quotidiani. Una conquista fisica e immaginifica dentro la quale il bambino colloca la sua fantasia per appropriarsi di quella quotidianità che è ancora tutta da scoprire. Nello spettacolo resta un punto fisso, un cardine affettivo: il genitore presente (in questo caso specifico il papà chiuso in bagno) che guida la scoperta, consentendo la conquista di un’autonomia casalinga che assume il profilo di un’avventura.
LE TECNICHE E I LINGUAGGI
Lo spettacolo è strutturato su una drammaturgia di narrazione teatrale che si basa sul lavoro d’attore.
Traendo dall’esperienza laboratoriale, ne risulta una recitazione leggera e tenera, lontana dai clamori ridondanti della recitazione da palcoscenico.
FONTI
“La storia di Lisetta e del suo magico tappeto” nasce da un percorso di ricerca effettuato in collaborazione con le insegnanti della scuola per l’infanzia Anna Frank di Pinerolo (TO).
Una rappresentazione teatrale fortemente legata all’osservazione accurata sul “campo”.
L‘attività laboratoriale che ha dato vita allo spettacolo, ha condotto Guido Castiglia ad osservare e “fissare”, insieme alle insegnanti, l’intero percorso didattico teatrale in una sintesi scritta che racchiude le azioni e le motivazioni dell’intero lavoro ed evidenzia come, l'utilizzo dello strumento teatro e dei suoi linguaggi base, possa divenire parte integrante di un percorso educativo più vasto, assumendo la qualità di veicolo ludico strutturato, orientato allo sviluppo delle capacità cognitive e comunicative del bambino (“Il Tappeto Magico, un percorso teatrale per la scuola dell’infanzia” edito da Fondazione Alberto Colonnetti).
Inoltre il lavoro vede una forte contaminazione tra l’idea adulta (una suggestione surreale offerta da Eugène Ionesco) e l’approccio infantile al tappeto della teatralità (nato dalla sperimentazione del percorso). Il continuo scambio di stimoli tra l’idea adulta e la sperimentazione diretta con i bambini è la cifra sulla quale si muove l’intera azione drammaturgica.